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Torneo delle Sei Nazioni: quando il trofeo è l'orgoglio di vincere
19 Febbraio 2015

Torneo delle Sei Nazioni: quando il trofeo è l'orgoglio di vincere

A cura di Annalisa G+

In origine l’unico trofeo messo in palio per il vincitore del Torneo delle Sei Nazioni era fatto di una unica emozione: quella di vincere.

Iniziato il 7 febbraio allo Stadio Olimpico di Roma, il Torneo delle Sei Nazioni  è nel suo pieno svolgimento.
Sei nazioni in gara che giocano incontri diretti di rugby per conquistare il Trofeo, che sarà innalzato al cielo nella giornata conclusiva del 21 marzo.

L’ambito Trofeo, messo in palio solo dal 1993, è stato vinto per la prima volta dalla Francia e nasconde una curiosa e travagliata storia sulla sua istituzione.

Nelle prime edizioni del Torneo il motore trainante della competizione era l’orgoglio di vincere, i giocatori erano spinti dall’amore per uno sport di nicchia che, solo oggi, inizia a conquistare il cuore degli sportivi.

In origine, nessuno aveva mai pensato ad un trofeo per il Torneo delle Sei nazioni, forse perchè il miglior traguardo da raggiungere era riempire gli stadi, il massimo successo per uno sport già poco praticato.
Per segnalare i migliori partecipanti della competizione erano stati pensati dei semplici riconoscimenti, una sorta di trofei virtuali, come la Triple Crown ovvero la Tripla Corona riservata alla squadra vincitrice che, da qualche anno, è stata trasformata in un piatto d’argento. Dopo pochi anni diventa una teiera con dei manici raffiguranti dei cobra, realizzati con le rupie fuse appartenenti al fondo cassa, dell’ormai fallito, Calcutta Footbal Club, a diventare la coppa del vincitore nel 1877.

Con l’annessione della Francia al Torneo viene istituito il Grand Slam, un’altra coppa virtuale per la squadra vincitrice di tutte le partite, diventando il trofeo più ambito. Nel 1993, quando il Torneo conferma il suo prestigio venne istituito ufficialmente un vero e proprio Trofeo, venne scelta la forma di una grande caffettiera d’argento sulla quale legare i nastri griffati, i quattro manici furono da lì a poco modificati dopo l’annessione della quinta squadra: l’Italia.

Nel 2015 è Thomas Lyte che realizza il trofeo del Torneo delle Sei Nazioni, 7 chilogrammi d’argento che prendono forma partendo da una base esagonale, con manici placcati in oro e decorati dai nastri degli sponsor, gli unici a volere fortemente un vero trofeo per premiare le fatiche sportive della squadra vincitrice.

Per par condicio dal 1993 è stato istituito, sempre virtualmente, il Cucchiaio di Legno il riconoscimento per la peggiore squadra del Torneo, quella che perde tutte le partite della competizione, assegnata all’Italia per ben nove volte.

La storia del Trofeo del Torneo delle Sei Nazioni racconta, tra le righe, i valori di uno sport lontano dalle moderne logiche di sponsor e riconoscimenti. Nel corso degli anni gli organizzatori del Torneo e i giocatori di rugby non hanno mai sentito l’esigenza di materializzare un riconoscimento, perchè l’unico trofeo era l’orgoglio di partecipare e vincere.

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