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Roma è la custode del Sacro Graal
15 Ottobre 2015

Roma è la custode del Sacro Graal

E’ il 1864 quando l’archeologo Giovanni Battista de Rosa annuncia il ritrovamento di un calice di vetro nella Basilica di San Lorenzo Fuori le Mura.

Inizialmente scambiato per un vecchio bicchiere dimenticato da qualche operaio, iniziarono a susseguirsi numerose leggende sul Calice Sacro di Cristo che sembra essere stato custodito, da sempre nella Basilica, mentre tutti lo cercavano nei posti più disparati del mondo.

La Storia
Il Santo Graal è la coppa da cui Gesù e i discepoli avrebbero bevuto durante l’ultima cena e anche il calice che raccolse il suo sangue durante la crocifissione. Nel Medioevo ero in molti a pensare che questo calice fosse pieno di poteri magici e che fosse in grado di regalare la vita eterna.

L’ipotesi
La tradizione racconta che il diacono Lorenzo, divenuto poi Santo, ricevette in dono da Papa Sisto II, nel 258 d. C i tesori della Chiesa Cattolica e le sue reliquie che, solo successivamente, regalò ad un soldato. Questa ipotesi dell’archeologo Barbagallo sembra essere dimostrata da moltissimi affreschi e mosaici, uno di questi si trova proprio sulla tomba posta nella spazio absidale della Basilica di San Lorenzo Fuori le Mura, luogo in cui sarebbe custodito il Santo Graal.

La Basilica di San Lorenzo Fuori le Mura
La Basilica costruita dall’Imperatore Costantino nel IV secolo d.C per accogliere i pellegrini che volevano omaggiare il martire Lorenzo, vittima delle persecuzioni religiose, ha una caratteristica architettura paleocristiana.
La struttura circolare a 3 navate separate tra loro da colonne, ha nelle vicinanze una piccola Basilica dedicata a Maria Vergine. La Seconda Guerra Mondiale con i suoi bombardamenti portò alla distruzione della basilica e dei suoi bellissimi affreschi, dopo poco iniziò la sua ricostruzione con una parte con le sue stesse macerie.

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