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Fantasma di Mastro Titta
22 Luglio 2016

Il fantasma di Mastro Titta, il boia di Roma

Il nome di Mastro Titta rievoca ai più la commedia musicale Rugantino, in cui il boia di Roma, Mastro Titta appunto, è costretto nel finale a giustiziare il suo amico Rugantino.

Ma il personaggio è esistito davvero, e tra il 1796 e il 1864 giustiziò 816 condannati a morte dallo Stato Pontificio, all'interno del quale, al Borgo, in vicolo del Campanile 2, viveva Giovanni Battista Bugatti, detto Mastro Titta, che nel resto del tempo faceva l'ombrellaio.
Le esecuzioni non avvenivano mai all'interno del Vaticano, ma al di là della riva sinistra del Tevere, nella parte "laica" della città, a Piazza del Popolo, a Campo de' Fiori o Piazza del Velabro. Perciò quando era prevista una esecuzione, il boia doveva attraversare il Tevere da Ponte Sant'Angelo. E quando lo faceva, era segno che stava per andare a "lavorare". Per questo motivo i romani non lo vedevano di buon occhio, vietandogli, nei giorni in cui non era prevista alcuna esecuzione, di attraversare il ponte.

Il nomignolo dato al Bugatti fu poi esteso anche ai suoi successori, per cui il termine "mastro Titta" è sinonimo di "boia". Morì a 90 anni, con un vitalizio mensile di 30 scudi assegnatogli da Papa Pio IX. 

Ed oggi leggenda narra che, se alle prime luci dell’alba vi trovate a Piazza del Popolo o a Castel Sant’Angelo o a Borgo, potreste incontrare uno strano personaggio con un mantello scarlatto, che potrebbe offrirvi del tabacco. Conviene rifiutarlo, perchè è Mastro Titta, e offrire il tabacco era una cosa che faceva sempre con il condannato di turno, prima di decapitarlo...

 

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