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La Centrale Montemartini: l’arte tra vecchi macchinari
02 Luglio 2015

La Centrale Montemartini: l’arte tra vecchi macchinari

Inizia nel 1997, la mutazione di quella che era la centrale termoelettrica di Giovanni Montemartini, un ambiente che inizia ad essere un museo, per diventare il più bell’esempio di archeologia industriale di Roma.

Un ambiente dove antichi macchinari, usati per generare energie, incorniciano statue protagoniste dell’epoca classica e portati alla luce dagli scavi tra Ottocento e Novecento. La prima mostra allestita nel 1997, “Le macchine e gli dei”, concepita per sottolineare questa commistione, è diventata, nel corso del tempo, una sezione permanente del museo con bellissimi pezzi della collezione proveniente dai Musei Capitolini.

L’atrio, la Sala Caldaie, la Sala Colonne e la Sala Macchine della centrale fanno da sfondo a percorsi tematici dove i protagonisti sono gli animali, i guerrieri, donne celebri e donne raccontate dalla poesia, dalla musica e dal teatro fino a Dionisio e al suo seguito. L’esposizione delle statue è stata ordinata per rivivere le tappe della città di Roma dall’Era Repubblicana a quella Imperiale dando risalto a particolari eventi, troppo spesso dimenticati come le scene di caccia ritratte in uno smisurato mosaico.

La Sala delle macchine dove le turbine, caldaie a vapore e motori diesel dopo il restauro accolgono oggetti dall’inconfondibile stile liberty, impreziositi da marmi bianchi ed intagliati testimoni di un fascino di una antica Roma. All’interno della Centrale Montemartini è possibile trovare alcune delle statue che decoravano il tempio di Apollo Sosiano, è possibile ammirare la Dea Fortuna proveniente da Torre Argentina e la musa Polimnia pensosa sono i più bei capolavori di questo sito archeologico industriale che esaltano la grandezza di Roma.

La Centrale Montemartini è uno dei progetti pensati per recupero di un’area di Roma lontana dal centro, ma che racconta la storia di una città che cambia, un gancio tra passato e futuro che ha contribuito a rendere l’arte e l’architettura romana ancora più grande.

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