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La Casina delle Civette
11 Giugno 2015

La Casina delle Civette

La Casina delle Civette è nascosta nel Parco di Villa Torlonia a Roma, nel quartiere Nomentano e fino al 1938 fu la casa del Principe Giovanni Torlonia.

In origine
Questa simpatica costruzione, originariamente, era una semplicissima Capanna Svizzera dallo stile semplice ed ottocentesco, nascosta tra le piccole colline di Villa Torlonia, in cui il principe era solito trascorrere il suo tempo libero, lontano dalla propria famiglia e dalla servitù che lavorava all’interno della sua dimora principale. Solo dopo molti anni e grazie all’estro di svariati artisti, la costruzione assunse questo caratteristico ed unico aspetto.

Le prime modifiche
L’artista scelto per ristrutturare l’originaria capanna fu, nel 1840, Giuseppe Japelli che utilizzò tufo, legno e rocce per erigere due edifici dal gusto rustico, collegati da una galleria esterna ed un passaggio sotterraneo. Nei primi anni del Novecento la costruzione acquisì una ulteriore immagine, grazie allo stile medievale creato con l’introduzione di grandi finestroni, logge, porticati e piccole torri decorate con maioliche e vetrate dai mille colori che l’hanno impreziosita.
Il nome della costruzione è legato alle innumerevoli decorazioni esterne ed interne caratterrizzate da civette, sono loro le protagoniste assolute, questo elemento decorativo ricorrente è stato scelto, personalmente, dal principe amante di simboli esoterici.

Gli Interni e le Decorazioni
All’interno, gli spazi si sviluppano su due livelli e la bellezza si nota soprattutto nella cura per i dettagli e per le rifiniture, pitture, mosaici, intarsi in legno, ferri battuti lo hanno reso il villino più bello di Roma. Fiore all’occhiello della struttura, sono le vetrate in perfetto stile Liberty istallate tra il 1900 e d il 1930 appositamente disegnate e pitturate a fuoco. Il tetto è l’altro elemento distintivo, perchè cotrappone, al predominante grigio, altri colori come il bordeaux, turchese, giallo e verde che lo rendono uno spettacolo di policromie decorate con foglie di acanto. Il primo piano della Casina delle Civette è caratterizzato da tre stanze: Sala da pranzo, il Fumoir, la Stanza delle civette decorate con le boiseries, cioè degli intarsi su pannelli di legno che formano le pareti, impreziosite da dettagli in ottone.

Il Recupero
Il 1944 con la Seconda Guerra Mondiale la Casina delle Civette iniziò ad essere distrutta dai bombardamenti degli americani, e solo nel 1978 il Comune di Roma decise di prendersene cura iniziando ad organizzare il suo restauro, soprattutto dopo l’incendio del 1991 che ne ha determinato il completo degrado. Così nel 1997 venne concluso il restauro che diede nuova vita ad uno dei più particolari edifici della città, oggi diventato un museo con percorsi personalizzabili tra sale di antica bellezza.

 

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