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I segreti della Bocca della Verità
28 Maggio 2015

I segreti della Bocca della Verità

A cura di Annalisa G+

La Bocca della Verità è uno dei simboli di Roma legata a mille leggende che l’hanno resa celebre per la sua capacità di prevedere il futuro e di smascherare i bugiardi, la sua popolarità fece il giro del mondo soprattutto dopo il film Vacanze Romane.

E’ la Chiesa di Santa Maria in Cosmedin a conservare questo gigante viso sospettoso e corrugato che spaventa tutti coloro che vi si avvicinano, nascondendo qualche temibile segreto.

Tutto questo iniziò nel Medioevo, quando il mascherone venne utilizzato, da più persone per scovare verità nascoste, il prezzo da pagare era la perdita della mano. Alcuni narrano ,infatti, che dietro il mascherone ci fosse un boia con una spada, capace di tranciare l’arto di turno.

Roma racconta di una coppia di amanti che la utilizzò come giudice per smascherare un tradimento e la donna fu la protagonista della storia, salvandosi da questo giudice spietato. Il marito tradito chiamò la moglie davanti la bocca della verità per smascherare il presunto tradimento, davanti ad una folla curiosa. La donna per salvarsi chiese all’amante di baciarla appassionatamente in pubblico facendo finta di essere in preda ad una inconsueta pazzia e così fece.
Al momento fatidico la donna ammise di essere stata baciata da due uomini: dal marito e da un uomo folle che la baciò qualche minuto prima davanti a tanti testimoni, il marito quindi non potè che fidarsi dell’oracolo e della moglie e tornò ad essere un uomo innamorato e felice.

Questo enorme viso sembra avere una doppia origine architettonica: alcuni pensano sia un tombino, altri, viste le dimensioni, la copertura di un pozzo. La prima ipotesi viene avvalorata dal fatto che nell’antica Roma si pensava che ci fossero delle divinità fluviali sotterranee, capaci di aspirare l’acqua piovana per questo i tombini vennero scolpiti come fossero volti. Altri pensano che la Bocca della Verità sia la parte superiore del pozzo sacro situato nel Tempio di Mercurio, utilizzato dai commercianti per girare la propria onestà e nel quale si depuravano da eventuali fatture e maledizioni.

Nel 1632 questo mascherone raffigurante, molto probabilmente, il volto di una divinità, venne murato nell’atrio della chiesa di Santa Maria in Cosmedin e oggi è la meta preferita di turisti che vogliono mettersi alla prova.

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