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I misteri di Castel Sant’Angelo
17 Marzo 2015

I misteri di Castel Sant’Angelo

A cura di Annalisa G+

Castel Sant’Angelo è forse uno dei punti di Roma più belli, la struttura che maggiormente si presta a bellissime foto, solitario e pieno di fascino, ma cosa ha rappresentato per Roma?
La struttura nasce come Mausoleo di Adriano, un monumento funebre a lui dedicato nel 125. Costruito su una base cilindrica il monumento è fatto di tufo e travertino, mentre lesene, marmi e statue sono i materiali dei dettagli che nel corso dei secoli lo hanno impreziosito.

La parte superiore, rivestita in travertino, è decorata con delle statue di marmo, oggi vi sono rimasti solo alcuni resti, ma inizialmente queste circondavano un cocchio guidato dall’imperatore Adriano rappresentato, idealmente, come un sole. Intorno al Mausoleo era stato costruito un muro di cinta con una cancellata di bronzo con due pavoni che oggi sono conservati al Vaticano.

L’interno

Una volta entrati a Castel Sant’Angelo è possibile, accedere al suo livello originario, che si trova 3 metri più in basso di quello odierno, grazie ad una scaletta piccola e ripida costruita nel Settecento. All’interno sono stati messi alcuni plastici all’interno che riproducono la costruzione originarie del monumento funebre e le trasformazioni subite nel corso del tempo, mentre nel cuore della costruzione è possibile trovare le ceneri imperiali.

La Terrazza

E’ chiamata Terrazza di Castel Sant’Angelo grazie alla statua dell’Angelo di Bronzo che custodisce dall’alto l’intera struttura. Sul lato sinistro della statua c’è la campana dei condannati, il suo suono preannunciava l’ora delle esecuzioni a morte. La terrazza di Castel Sant’Angelo fece da scenografia ad una delle più importanti opere di Puccini, la protagonista della Tosca, infatti, trova la morte proprio gettandosi da questa terrazza.

Ponte

Il ponte che conduce all’interno del Mausoleo è stato ristrutturato solo nel 1669 e costellato, dal Bernini, da statue raffiguranti angeli simbolo della Passione. Questo ponte porta dietro di sè storie tragiche, inizialmente utilizzato per esporre al pubblico le teste dei condannati a morte, è stato per molti anni abbandonato a se stesso e la mancanza di manutenzione ha determinato un evento tragico durante il Giubileo del 1450. In questa occasione ci furono molti morti che caddero dal ponte a causa di una mula imbizzarrita che seminò il panico nella folla, e solo dopo questo infausto episodio il ponte fu ristrutturato e vennero costruiti il loggiato e le torri.


Storia del Nome

Il Mausoleo di Adriano diventa Castel Sant’Angelo solo nel 590 quando, per scongiurare il pericolo della pestilenza che aveva attanagliato Roma in quel periodo, venne organizzata una processione durante la quale a Papa Gregorio I apparve l’arcangelo Michele che metteva la sua spada nella fondina per preannunciare la fine della peste, che liberò Roma da lì a poco. Da quel momento il Mausoleo fu chiamato dai romani Castel sant’angelo e in ricordo di questo episodio venne collocata la statua dell’arcangelo nella parte superiore della struttura. All’interno di quello che oggi è un Museo è possibile vedere una pietra con delle impronte, le stesse lasciate dall’angelo durante la sua apparizione.

Cosa nasconde al suo interno

Dopo la sua costruzione il Mausoleo di Adriano venne utilizzato per molteplici scopi: Aureliano lo usò come avamposto, poi divenne fortezza e in seguito il simbolo del potere papale. E’ proprio in questo periodo che vennero inseriti all’interno della struttura museale degli appartamenti e fu costruito il famoso “passetto”: un passaggio sotterraneo che conduceva direttamente al Vaticano, offrendo ai papi una via di fuga segreta. Nel Medioevo la struttura venne usata come carcere e i cortili interni vennero utilizzati per le decapitazioni e altre esecuzioni. Con la nascita dell’Italia Castel Sant’angelo si trasformò in caserma fino a diventare oggi un Museo nazionale che testimonia la sua lunga tradizione.

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