
Fontana dei quattro fiumi
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La splendida fontana centrale di Piazza Navona, davanti alla Chiesa di S.Agnese, è stata realizzata da Gian Lorenzo Bernini nel 1651. Fu voluta da Papa Innocenzo X. In origine era colorata di oro, sulle rocce le palme e le peonie. I quattro colossi nudi appoggiati allo scoglio di travertino, rappresentano i quattro fiumi più lunghi conosciuti dell’epoca : il Danubio, il Nilo, il Gange ed il Rio della Plata.Sulla sommità , e stato collocato l’obelisco egizio rinvenuto nel 1647 nel circo di Massenzio sulla via Appia. E’ un’opera di gusto espressamente barocco e allegorica.

Una leggenda, molto popolare ancora ai giorni nostri, è legata alla rivalità tra il Bernini e l'altro grande maestro del barocco, il Borromini. Si crede infatti che la statua del Rio della Plata tenga alzato il braccio nel timore di un crollo della prospiciente Sant'Agnese in Agone e che ugualmente la statua del Nilo si copra il volto per non doverla vedere (in realtà, la statua è coperta da un velo perché quando fu realizzata non si conoscevano ancora le fonti del Nilo). Si tratta di una semplice leggenda, poiché la fontana fu realizzata prima della chiesa, tra il 1648 e il 1651, mentre Sant'Agnese fu iniziata da Borromini non prima del 1652
Sono inoltre tramandate dai cronisti dell'epoca alcuni esempi del carattere giocoso del Bernini: il giorno dell'inaugurazione della fontana, alla presenza di papa Innocenzo X, dopo aver scoperto il suo lavoro tutti rimasero folgorati dalla bellezza delle statue, ma la fontana era priva di acqua. Facendo finta di niente il Bernini raccolse le congratulazioni di tutti compreso il papa, il quale non fece cenno della mancanza per non umiliarlo e, solo quando egli stava facendo girare il corteo pontificio per andarsene un po' a malincuore, il grande scultore fece un cenno e finalmente il suo complice aprì la leva che fece sgorgare le acque, con grande ammirazione e soddisfazione di tutti. Ci sono tramandate anche le parole del papa che disse "Cavalier Bernini, con questa vostra piacevolezza ci avete accresciuto di 10 anni di vita"!.
In un'altra occasione Bernini dimostrò senso dell'umorismo: molti erano preoccupati della stabilità dell'obelisco sulla fontana e più di uno gli fece notare il suo innalzamento era una sfida all'equilibrio naturale, tanto che un giorno alcuni suoi rivali sparsero la voce che l'obelisco stesse per crollare. Bernini non mancò di arrivare presto, e, davanti alla numerosa folla che si era adunata, fissò alla base dell'obelisco quattro cordicelle sottili che solennemente attaccò con dei chiodini ai muri delle case circostanti della piazza.
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